Soroca, la Collina dei Rom e la Candela della Gratitudine in un giorno

Soroca, la Collina dei Rom e la Candela della Gratitudine in un giorno

Blog · 5 ottobre 2026

Perché spingersi così a nord

Le mura della Fortezza di Soroca sono fredde anche a luglio. Di solito gli ospiti toccano la pietra, poi si girano verso il fiume, e per qualche minuto nessuno parla, perché qui il Nistru è largo e lento e sull'altra riva c'è già l'Ucraina. È per quei minuti accanto alle mura che porto la gente così a nord.

È il più lungo dei miei tour di un giorno in Moldova: circa dieci ore e più o meno trecentoventi chilometri tra andata e ritorno. Soroca si trova centosessanta chilometri a nord di Chisinau, e più a nord di così in giornata non vado. Per questo lo dico subito: a chi viene per due giorni consiglio io stesso i classici, cioè Curchi, Orheiul Vechi e Cricova. Su quell'itinerario ho scritto un articolo a parte. A Soroca di solito ci va chi i classici li ha già visti, chi non rimpiange un giorno dedicato alla strada e chi è curioso di vedere com'è il Paese dove i turisti quasi non arrivano.

All'andata ci vogliono poco più di due ore, con una sosta a metà strada, e al ritorno un'ora e mezza, e non ti prometto che voleranno. In compenso in auto c'è tempo per parlare, cosa che nei viaggi brevi manca sempre: mentre fuori scorrono i campi, riusciamo a parlare del Paese molto più a fondo che in una giornata con quattro tappe.

Ho anche un motivo personale per amare questa strada. Sono nato in un villaggio vicino a Donduseni: questo è il mio nord. Quando fuori dal finestrino compaiono i campi di qui, gli ospiti notano che comincio a raccontare in modo un po' diverso. Al ritorno di solito me lo ricordano.

A metà strada, una sosta tra i tappeti

Fino a Soroca ci vogliono più di due ore, e non mi piace farle tutte d'un fiato, quindi a metà strada circa deviamo verso il villaggio di Clisova Noua, al museo dei tappeti Arta Rustica. Museo e laboratorio di tessitura stanno sotto lo stesso tetto: i tappeti sono appesi alle pareti, altri sono sui telai, e nelle stanze c'è odore di lana. Bastano circa quarantacinque minuti. Gli ospiti ci entrano più che altro per cortesia, visto che ci siamo fermati, ed escono con la galleria del telefono piena di foto di motivi decorativi e con una domanda: quante settimane ci vogliono per un tappeto così? La risposta la so, ma consiglio di chiederlo direttamente nel laboratorio: lì lo spiegano meglio di me in auto.

Il biglietto del museo si paga sul posto; poi resta ancora un'ora di strada verso nord, e verso mezzogiorno entriamo a Soroca.

Una fortezza in riva all'acqua

La prima ora e mezza in città la passiamo a piedi e cominciamo dalla fortezza. È rotonda, con cinque torri, e si è conservata così bene che non c'è niente da ricostruire con l'immaginazione: le mura sono intatte, nel cortile ci si può fermare a guardarsi intorno, e nelle torri, dopo il sole, è fresco e buio. Vista dalla riva, la fortezza è diversa da come appare dalla città. È stata costruita a cavallo tra il XV e il XVI secolo proprio sul Nistru, non più in alto sulla collina, e chi l'ha costruita, contro chi e perché proprio in questo punto lo racconto una volta dentro. Il mio racconto dura circa mezz'ora, poi lascio gli ospiti girare la fortezza da soli, perché posti così è meglio finire di vederli senza le spiegazioni di una guida all'orecchio. Racconto sia quello che c'è nelle guide di viaggio sia quello che non c'è, e se una risposta non la so, lo dico.

Dopo la fortezza camminiamo lungo la riva, poi andiamo alla chiesa di legno e attraversiamo il parco centrale. Nel parco la città vive la sua vita senza badare a noi: panchine, passeggini, nessuno che abbia fretta, e qui si vede bene in cosa il nord è diverso dal centro del Paese. A me sembra che qui ci sia più silenzio e più aria tra le case, ma è una mia impressione, non un dato da manuale, e puoi benissimo non essere d'accordo. In città si cammina facilmente, è tutta in piano.

Dopo la passeggiata pranziamo in città. Il pranzo è facoltativo e si paga sul posto; io traduco il menù e faccio in modo che tu ordini quello che qui cucinano bene. A Soroca il pranzo è semplice, da città, senza degustazioni e senza musica, ed è proprio quello che mi piace: dopo ci aspettano ancora i gradini fino alla Candela, quindi non ti consiglio di abbuffarti.

Dopo pranzo si sale

Soroca sta in basso, vicino al fiume, mentre le tappe dopo la fortezza ci aspettano sopra la città. Per questo nel pomeriggio saliamo due volte: prima alle case sulla collina, poi alla Candela.

La Collina dei Rom

Per prima cosa saliamo nel quartiere sopra la città, conosciuto ben oltre i confini della Moldova. Sono ville piene di intagli, una più sfarzosa dell'altra, e sembra che ogni proprietario abbia costruito tenendo d'occhio il vicino. Gli ospiti prima fotografano, poi cominciano a fare domande, e qui le domande sono sempre più delle risposte. Quello che so lo racconto, quello che non so non me lo invento: qui conta più che altrove. Nelle case ci vive gente, quindi camminiamo con discrezione, non sbirciamo dalle finestre e non facciamo commenti ad alta voce. Sulla collina restiamo circa quarantacinque minuti.

La salita alla Candela della Gratitudine

La Candela della Gratitudine sta sopra il Nistru, e ci si arriva con una scalinata di circa seicento gradini: da trenta a quaranta minuti di salita. Non ci sono biglietti d'ingresso, la salita non si paga. È l'unico tratto della giornata in cui serve un respiro regolare, ma vanno bene scarpe qualsiasi, purché comode. In cima in compenso c'è il vento, sotto il fiume, oltre il fiume un altro Paese e alle spalle tutta la strada che hai fatto dal mattino: per questa vista molti hanno sopportato più di due ore in auto.

D'estate sposto la salita per evitare le ore più calde, d'inverno invece dopo pranzo metto fretta a tutti, per arrivare in cima prima del tramonto. Se fare tanti gradini per te è faticoso o semplicemente non ti va, si risolve facilmente: fino alla Candela si arriva anche in auto, e nessuno deve sentirsi un peso.

Il birrificio, se vuoi, e la strada di casa

A fine giornata c'è una sosta che propongo ma non impongo: il birrificio RockScore. Lì si può bere un bicchiere di birra o prenderne da portare via, pagando sul posto. Da mangiare invece non c'è, e un secondo pranzo non ci sarà. Lo dico subito, così nessuno aspetta la cena. Per chi non beve birra in auto c'è l'acqua. Se il gruppo è stanco e vuole rientrare, saltiamo il birrificio e andiamo dritti a Chisinau. Nessun «ma era nel programma».

Il ritorno dura un'ora e mezza e di solito è tranquillo: qualcuno dorme, qualcuno guarda fuori dal finestrino e qualcuno finalmente fa le domande che teneva da parte dal mattino. La sera ti riaccompagno dove ti è più comodo, in qualsiasi punto di Chisinau.

Scarpe, biglietti, bambini e stagione

Per questa giornata non servono scarpe particolari, basta un paio qualsiasi purché comode: la città è in piano, e alla Candela si sale per trenta-quaranta minuti su una scalinata. In auto c'è l'acqua, una bottiglia a persona.

Il prezzo comprende l'auto con il carburante per tutta la giornata, la guida nella tua lingua (in italiano, una guida del mio team), il prelievo e il riaccompagnamento ovunque a Chisinau e l'acqua. Se nella tua data sono impegnato, lo stesso itinerario lo conduce una guida del mio team, e del risultato rispondo io.

A parte, direttamente sul posto, paghi tre cose:

  • i biglietti del museo dei tappeti e della fortezza;
  • il pranzo a Soroca;
  • la birra da RockScore, se ci fermiamo.

Io conduco il tour in inglese, tedesco, russo o rumeno. In italiano, spagnolo o turco viene con te una guida del mio team che parla la tua lingua. Se nel gruppo si parlano due lingue, passo dall'una all'altra nel corso della giornata. Gli ospiti dicono che lo faccio senza pause.

In auto passerai in tutto quattro o cinque ore. All'andata ci fermiamo al museo, al ritorno possiamo fare sosta al birrificio oppure saltarlo. Aria condizionata e caricatore per il telefono ci sono, ma un podcast per il ritorno portalo comunque, non mi offendo.

Fino a quattro ospiti viaggiamo in Toyota Prius+, cinque o sei persone in Opel Vivaro, da sette a venti in Mercedes Sprinter. La giornata è lunga, e nessuno deve stare stretto.

I seggiolini per bambini dai nove mesi in su li monto su richiesta, senza costi aggiuntivi. Sinceramente: con i bambini piccoli questa giornata è pesante, c'è troppa strada. Ai ragazzi in età scolare invece qui di solito piace più che nei musei, perché ci sono una fortezza con le torri, la Collina dei Rom e la scalinata fino alla Candela.

Da aprile a ottobre è tutto aperto, si vede lontano e salire è un piacere. L'autunno al nord è la mia stagione preferita: l'aria è limpida e dall'alto si vede più lontano che d'estate. Da novembre a marzo i turisti quasi non ci sono e la fortezza è quasi tutta tua, ma le giornate sono corte, quindi regolo gli orari sull'ora del tramonto; questo itinerario lo faccio tutto l'anno.

Gli orari sulla pagina del tour servono più che altro come riferimento: se ti stanchi, rientriamo prima, e se vuoi restare più a lungo vicino al fiume, restiamo e la birra la saltiamo.

Il mio nord

Questo itinerario lo faccio meno spesso della Transnistria o delle cantine sotterranee, ma lo amo di più, e non per Soroca in sé. È per la strada: in dieci ore insieme riusciamo a parlare del Paese come in una giornata breve non si fa in tempo, e a sera gli ospiti sanno già dove sono nato e perché chiamo questa strada la strada di casa. Nei viaggi di una settimana a Soroca prevedo una notte e un pranzo da una famiglia del posto, ma questa è un'altra storia.

Se i classici li hai già visti e vuoi una giornata che allarghi la tua idea del Paese, scrivimi. Il programma ora per ora e il modulo di richiesta sono nella pagina del tour, e a me bastano la data, il numero di ospiti e la lingua per dirti se quel giorno è libero e come organizzo la giornata secondo il tuo ritmo.

Organizziamo la giornata?

Scrivimi su WhatsApp quando vorresti andare e per quante persone: ti dico se la data è libera e come organizzo la giornata secondo il tuo ritmo.

A nord, verso la fortezza con cinque torri.Prenota su WhatsApp

Altri articoli dal blog.